{"id":631,"date":"2026-09-30T07:38:24","date_gmt":"2026-09-30T07:38:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.premiomicheleserio.it\/?p=631"},"modified":"2026-10-21T09:57:24","modified_gmt":"2026-10-21T09:57:24","slug":"il-bisbiglio-dello-spirito-arianna-pia-scotti-dabbusco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.premiomicheleserio.it\/en\/2026\/09\/30\/il-bisbiglio-dello-spirito-arianna-pia-scotti-dabbusco\/","title":{"rendered":"Il bisbiglio dello spirito \/ Arianna Pia Scotti D&#8217;Abbusco"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella vita tutto \u00e8 possibile. Ho sentito questa frase centinaia di volte ma ho sempre pensato si<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">trattasse di una delle solite dicerie di paese, uno di quei detti ormai annoverati tra i \u201csempreverdi\u201d del mondo gergale ed impiegato sia nella buona che nella cattiva sorte per cercare di dare un significato filosofico ad ogni evento. Purtroppo, la vita mi ha posto dinanzi a delle circostanze per cui ora mi risulta impossibile ignorare la veridicit\u00e0 di tale espressione. \u00c8 capitato tutto cos\u00ec in fretta. \u201cEx improviso\u201d dicevano i latini, no? Non so perch\u00e9 il fato abbia voluto che mi accadesse ci\u00f2, ma del resto, pensandoci, neanche Didone si aspettava di essere abbandonata dall\u2019uomo di cui era follemente innamorata. Spero che il mio sacrificio possa aver risparmiato qualche altra anima dal sopruso cui sono stata sottoposta. Ah, scusate\u2026dimenticavo, il mio nome \u00e8 Chiara. A volte mi perdo nelle piccolezze e mi dimentico dei dettagli pi\u00f9 importanti, quelli che alla fine servono per rendere tali anche i particolari pi\u00f9 sottili appunto. Il mio nome deriva dal latino <em>\u201cclarus\u201d<\/em> e significa \u201cluminoso\u201d, \u201csplendente\u201d. Mia madre mi ha confessato solo sul letto di morte il motivo che la spinse a scegliere proprio questo nome. &lt;&lt;Dal primo momento in cui ho saputo di star aspettando te, ero sicura che il tuo sorriso sarebbe stato il pi\u00f9 lucente di tutti; avresti portato il sole nella vita di chiunque avesse incrociato i tuoi passi piccola mia>> sussurr\u00f2 al mio orecchio poche ore prima di toccare il cielo. Si, ho sempre avuto un sorriso particolare, enigmatico quasi quanto quello della Gioconda. Giovanni, mio cugino, me lo ripeteva ogni qualvolta ci vedessimo. Ne era innamorato\u2026forse troppo\u2026forse in maniera ossessiva. Non abbiamo mai avuto un rapporto da \u201csemplici\u201d cugini, o almeno, lui la pensava cos\u00ec. Io provavo per lui lo stesso affetto che dimostravo nei confronti di Daniel, Luca, Tania e Rosanna, legati a me dal suo stesso grado di parentela. Ero una ragazza normale, eppure lui mi ripeteva costantemente di vedere in me una scintilla, che mi elevava al piano di \u201cDIVINIT\u00c0 ASSOLUTA\u201d e che lo spingeva a mantenere un rapporto di estrema vicinanza. Con il passare degli anni per\u00f2, il trasporto senza freni di Giovanni nei miei confronti svan\u00ec, arrivando al punto di decidere di trasferirsi. La sua scelta non mi rattrist\u00f2, anzi fece sentire sollevata: finalmente dopo anni di inseguimenti tutto era finito, almeno con lui. Avevo appena compiuto 22 anni quando prese questa decisione e ricordo ogni giorno da quel momento con una nitidezza tale da poter descrivere per filo e per segno il susseguirsi degli istanti che scandivano le mie giornate. Il caff\u00e8 assumeva quotidianamente un sapore diverso, le margherite appoggiate sul davanzale davanti la finestra della cucina emanavano un odore rugiadoso e terroso, che mi facevano rivivere il ricordo nostalgico delle giornate passate in compagnia della mia povera madre a giocare nel giardino della dimora estiva di famiglia. Ero felice e ne ero perfettamente consapevole. Non rincorrevo sogni impossibili. Non \u00e8 mai stata una mia prerogativa. Lavoravo in uno studio dentistico. Guadagnavo il giusto per poter sanare le spese essenziali e concedermi qualche sfizio. Si, ero proprio contenta. Le cose andarono bene fino al mese appena precedente alla data che rimarr\u00e0 in etereno un segno indelebile sulla mia pelle.15 marzo 1982. Le idi di marzo. Strano no? Io che a scuola avevo sempre mostrato una propensione verso la storia romana, proprio il giorno corrispondente al decesso, per mano di Bruto e Cassio,di Gulio Cesare, la vita decideva di porre fine alla mia di storia.\u201cCorsi e ricorsi storici\u201d, come direbbe il filosofo Vico. In effetti, noi non possiamo scegliere il momento della nostra venuta al mondo n\u00e9 quello della nostra dipartita. Tutto \u00e8 nelle mani di qualcuno di superiore. Per me per\u00f2 non \u00e8 stato proprio cos\u00ec. La mia morte non \u00e8 stata il risultato di una successione di eventi \u201cnaturali\u201d, bens\u00ec di una scelta. Una scelta non mia e sicuramente n\u00e9 \u201cdell\u2019essere superiore\u201d. Quella giornata ha segnato per me l\u2019inizio di un nuovo capitolo, lontano da questa terra. La ricordo dettagliatamente. Mio nonno mi ripeteva sempre che i defunti non possono essere definiti veramente tali, perch\u00e9 vivono sempre nel cuore degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiss\u00e0 io nel cuore di chi sono? Non saprei dirlo. Per\u00f2 sono certa di una cosa. Che voglio tormentare l\u2019animo di chi ha preso quella decisione arbitraria\u2026quella maledetta scelta. Le mie urla ancora rimbomano nella MIA testa. E no, non deve essere cos\u00ec. Esse devono lacerare lentamente i SUOI pensieri. Io non ho colpe, al di fuori di quella di desiderare di vivere. &lt;&lt;Perch\u00e9 esisti? Hai causato solo problemi. Devi morire.>>. Parole che risuonano come lame. Ma ritorniamo a quel giorno. Il sole risplendeva. I primi sentori di primavera si erano palesati in natura. Io sorridevo alla vita. Andai a lavoro. Tutto era normale. Ma in fondo anche io mi ero sempre sentita una ragazza normale. Qualcuno per\u00f2 non era dello stesso parere. Prima di tornare a casa mi fermai al supermercato. Appena arrivai fuori al portone del palazzo, trovai l\u00ec ad accogliermi Dario, il portiere. Mi diede una lettera. Non esitai un secondo ad aprirla, la mia curiosit\u00e0 era indescrivibile. Non ero solita riceverne. <em>\u201cTi aspetto questa sera alle ore 20:30 alla Galleria degli Uffizi. Dinanzi alla Venere di Tiziano Vecellio. Troverai la Galleria chiusa. Ma non disperare. Sul retro troverai una porta. \u00c8 danneggiata.Entra da l\u00ec. Porta con te il tuo cuore. Non te ne pentirai. Tobia.\u201d<\/em> Il mio fidanzato non era mai stato cos\u00ec dolce. Si, era riconosciuto per essere un tipo teatrale nelle richieste e un appassionato d\u2019arte,ma comunque ero abbastanza perplessa. Stavamo insieme da 3 anni. Lui viveva a Lucca. Era un carabiniere. Le occasioni per vederci erano sporadiche. Non era un tipo romantico. Erano le 20:04. Dopo qualche secondo di riflessione decisi di andare \u201call\u2019appuntamento\u201d. Mi avrebbe fatto piacere rivederlo e la sua missiva mi aveva incuriosito. Ho sempre amato tali \u201cgiochi enigmatici\u201d. Lasciai le compere esigue che avevo fatto nelle mani di Dario, saltai sulla mia biciletta e mi diressi verso il museo. Non lo sapevo, ma quelli sarebbero stati gli ultimi minuti in cui avrei assaporato la brezza leggera mossa dal movimento della bici sulle mie labbra. Arrivai al luogo dell\u2019incontro alle ore 20:28. Feci quanto riportato nella lettera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Effettivamente solo delle menti sottili e geniali avrebbero potuto notare quella porta. Tobia lo era. Entrai. Mi diressi verso il quadro indicatomi. Non c\u2019era nessuno. Le luci soffuse poste in ogni angolo della Galleria rendevano la situazione ancora pi\u00f9 inquietante ma irresistibile. Qual \u00e8 quel termine usato per descrivere situazioni simili a questa? Ah si, SUBLIME. L\u2019atmosfera era cos\u00ec sublime. Una volta giunta dinanzi al quadro lo ammirai con estrema attenzione. Mi era capitato innumerevoli volte di visitare gli Uffizi e di passare davanti a tale opera, ma solo in quel momento mi rendevo conto della bellezza disarmante dei suoi dettagli. Il contrasto chiaro-scuro, il forte erotismo, il realismo dell\u2019ambiente attorno al soggetto raffigurato. Di Tobia per\u00f2 non c\u2019era traccia. Forse aveva trovato traffico. Aspettai. Guardai l\u2019orologio. Erano le 20:58. Improvvisamente udii un rumore. Era la porta. Stava per arrivare. Ero emozionata. \u201cGaleotto fu il dipinto e chi lo realizz\u00f2\u201d pensai. Magari mi avrebbe chiesto di sposarci. Avrei detto subito si. Lo amavo. Sentivo il rumore dei suoi passi. Andava spedito. Sicuramente non vedeva l\u2019ora di abbracciarmi. Tremavo dalla gioia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&lt;&lt;Amore, dove sei? Dai corri.>> dicevo . L\u2019eco della mia voce risuonava in tutta la Galleria. Non arrivava. Improvvisamente non percepivo pi\u00f9 le sue scarpe scontrarsi con il pavimento. Cosa stava succedendo? Avevo paura. Tutto d\u2019un tratto sentii il respiro di qualcuno sul mio collo. Non era Tobia. L\u2019avrei riconosciuto. Non ebbi neanche il tempo di voltarmi. Quell\u2019entit\u00e0 sconosciuta mise violentemente la mano sulla mia bocca. Non potevo urlare. Cominciai a dimenarmi con forza per cercare di liberarmi. Nulla. Ormai mi aveva tra le sue grinfie. Percepii la lama di un coltello scorrere lentamente lungo il mio corpo e poi fermarsi nella parte centrale della schiena. Il primo colpo era stato sferrato. Ne segu\u00ec un altro. Ancora uno. And\u00f2 avanti cos\u00ec per 23 volte. Indovinate chi ricevette lo stesso numero di coltellate? Giulio Cesare. &lt;&lt;Muori. Muori. Sgualdrina. Altro che Dea. Tu non hai neanche un minimo del portamento della donna raffigurata nel dipinto. Muori.>> .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio carnefice ripeteva questa frase di continuo. Il sangue ormai fluiva ovunque. Ero stremata. Ma ancora viva. Dopo 23 colpi, il dolore era passato in secondo piano. Strano no? Sapevo di star per svanire. Provavo solo tristezza. Volevo vivere. Perch\u00e9 non potevo? L\u2019assassino mi scaravent\u00f2 per terra. Ma ero ancora viva. Feci capo a tutte le mie forze pur di rimanere desta. Dovevo vedere in faccia chi stava provocando la mia fine. Volevo vivere. Il sangue cominci\u00f2 a mescolarsi alle lacrime. Provai a girarmi. Inutile dire che non ci riuscii. Il coltello. Di nuovo. Questa volta il movimento era diverso. La lama inizi\u00f2 a muoversi orizzontalmente. Che dolore straziante. Mi stava tagliando a pezzi. Non avevo pi\u00f9 un briciolo di dignit\u00e0. Il braccio sinistro era ormai separato dal corpo. Anche la gamba destra. Era finita. Addio. &lt;&lt;Questa \u00e8 la fine che ti meriti. Schifosa.>> Le ultime parole che udii. Non si trattava di un uomo\u2026ma \u00e8 l\u2019unico indizio che posso fornirti. Collega i punti. Analizza le storie. Anzi, posso dirti altro. Sono sicura che all\u2019assassino sia caduto un foglio. Non se ne \u00e8 accorto.\u00c8 l\u2019unica cosa che sono riuscita a vedere mentre mi sferrava i colpi. Controlla. Adesso devo salutarti. Ti chiedo un ultimo piacere. Per favore, vivi e ricorda che nella vita tutto \u00e8 possibile. Sono Chiara. L\u2019ispettore Milton si svegli\u00f2. Era sudato. Si vest\u00ec in pochissimi minuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salut\u00f2 la moglie di sfuggita. Si diresse verso il luogo del delitto. Come aveva fatto a non vederlo? In prossimit\u00e0 del dipinto, trov\u00f2 il biglietto. Si era mimetizzato con la parete. Lo apr\u00ec. \u201cLa parentela non conta. Il vero amore \u00e8 il mio. Alea iacta est\u201d Colleg\u00f2 i punti proprio come gli era stato suggerito in sogno. &lt;&lt;Dea\u2026parentela\u2026amore\u2026ossessione>>. Chiam\u00f2 in questura. Aveva capito tutto. Non era stato un uomo. Non era Tobia. Neanche Giovanni. Era stata una donna. Nessuno l\u2019aveva mai presa in considerazione. Proprio la moglie di quest\u2019ultimo. Sara. L\u2019ispettore ne era certo nonostante i suoi collaboratori fossero titubanti al riguardo. Come avrebbe mai potuto? Le prove c\u2019erano. Bastava solo ragionare. Ed proprio questo ci\u00f2 che era mancato al signor Milton in quei mesi di indagine. Il ragionamento. Si era soffermato solo sull\u2019evidenza. Senza mai andare a fondo. Fu molto semplice far confessare la donna. Ormai era fuori di s\u00e9. Bast\u00f2 una piccola insinuazione e sput\u00f2 il rospo. Aveva arichitettato ogni passaggio accuratamente. Dopo 800 giorni di richerche tutto si era risolto in poco. Bast\u00f2 un sogno rivelatore. Come accadeva per ogni caso affidatogli. Ci\u00f2 mi \u00e8 stato raccontato dagli altri spiriti.Strano. Ma efficace. L\u2019avessi saputo prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma meglio tardi che mai, vero? Adesso Sara \u00e8 finita a processo. Chiss\u00e0 quanti anni di carcere le daranno. Ormai non mi interessa. L\u2019ispettore invece, \u00e8 seduto sulla sua poltrona ora, \u00e8 tranquillo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sta leggendo una poesia. Sembra essere un sonetto di Petrarca. Fammi vedere un po&#8217; meglio\u2026 \u201cPassa la nave mia colma d\u2019oblio\u201d. Sembra interessante. Lo leggo anche io. Un passo dice \u201cla vela rompe un vento humido eterno di sospir, di speranze, et di desio\u201d. Anche a me \u00e8 accaduto lo stesso. La mia nave si \u00e8 arrestata all\u2019improvviso e con lei tutte le mie speranze e desideri. Sono morta. E voi, si, voi che leggete, avete capito il movente? Beh, io non ve lo dir\u00f2\u2026 dovete ragionarci su\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&lt;&lt;Chiara?Sei tu? Ti ho sognata di nuovo \u2026ma devo dire che non \u00e8 poi cos\u00ec male\u2026mi hai fatto capire una cosa importante che ho sempre trascurato: devo vivere. \u201cCarpe diem\u201d, diceva Orazio, no? Non posso trascorrere i miei giorni impelagato nella tristezza del passato e nell\u2019incertezza del futuro\u2026 perch\u00e9 nella vita in fondo, tutto \u00e8 possibile; anche sognare spiriti a quanto pare\u2026&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Arianna Pia Scotti D&#8217;Abbusco<\/em><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella vita tutto \u00e8 possibile. 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